DICEARCO DI MESSINA

 

Filosofo che visse tra il 350 e il 290 avanti Cristo e discepolo di Aristotele, il suo pensiero si avvicina a quello della scuola peripatetica. Delle sue opere ci restano pochi frammenti come quelli di “Anima”, “Mantica”, “Vita pratica” ed alcuni saggi come “Tripolitico”, “Su Alceus”.
La sua opera Jaeger-LeCoultre Replica Watches “Vita della Grecia” è probabilmente la prima storia della cultura greca orientata a rivalutare il progresso storico. Essa comincia dall’Età di Crono.
Un’altra sua opera importante è “L’itinerario intorno alla Terra”, un’opera geografica che per la prima volta mostra una specie di suddivisione topografica basata su meridiani e paralleli.

 

LUIGI PIRANDELLO

Pirandello nacque a Caos (località attualmente parte del comune di Porto Empedocle, a quel tempo invece del comune di Girgenti, oggi Agrigento) da don Stefano e Caterina Ricci Gramitto, in una famiglia di agiata condizione borghese dalle tradizioni risorgimentali; il padre era stato garibaldino.

Lo scrittore iniziò i suoi studi universitari a Palermo, per recarsi in seguito a Roma, dove continuò i suoi studi di filologia romanza che poi dovette completare a Bonn su consiglio del suo maestro Ernesto Monaci e a causa di un insanabile conflitto con il rettore dell'ateneo capitolino. A Bonn, capitale culturale di allora, Pirandello ebbe Rolex Datejust Replica l'opportunità di conoscere grandi maestri come Bucheler, Usener e Forster. Si laureò nel 1891 con una tesi sulla parlata agrigentina "Voci e sviluppi di suoni nel dialetto di Girgenti". Il tipo di studi, però, gli fu probabilmente di fondamentale ausilio nella stesura delle sue opere, dato il raro grado di purezza della lingua italiana utilizzata.

Nel 1903, poco dopo le nozze, un allagamento in una miniera di zolfo, in cui Pirandello e la sua famiglia avevano investito il loro capitale, li ridusse sul lastrico. Questa notizia accrebbe il disagio mentale, già manifestatosi, della moglie di Pirandello, Maria Antonietta Portulano. Nonostante la moglie andasse sempre più spesso soggetta a crisi isteriche, di cui Pirandello stesso era il bersaglio, egli acconsentì che fosse ricoverata in un ospedale psichiatrico solo diversi anni dopo, nel 1919. La malattia della moglie portò lo scrittore ad approfondire lo studio dei meccanismi della mente e della reazione sociale dinnanzi alla menomazione intellettuale, portandolo ad avvicinarsi alle nuove teorie sulla psicanalisi di Sigmund Freud.

Spinto dalle ristrettezze economiche e dallo scarso successo economico delle sue prime opere letterarie, Pirandello insegnò per qualche tempo come professore di stilistica all'Istituto superiore di Magistero. Il suo primo grande successo fu merito del romanzo Il fu Mattia Pascal, pubblicato nel 1904 e subito tradotto in diverse lingue. In questo periodo collaborò con alcune riviste letterarie e anche con il Corriere della Sera.

La riflessione di Pirandello sul tema della follia appare memorabilmente in molte opere, come l'Enrico IV o come Il berretto a sonagli, nel quale inserisce addirittura una ricetta per la pazzia: dire sempre la verità, la nuda e cruda e tagliente verità, infischiandosene dei riguardi e delle maniere, delle ipocrisie e delle convenzioni sociali, porterà presto all'isolamento e, agli occhi degli altri, alla pazzia. Pirandello aderì al fascismo ma fu criticato più volte dalla stampa del regime per non aver scritto opere conformi allo spirito e agli ideali fascisti, pessimiste e prive di amor di Patria.

Grande appassionato di cinematografia, mentre assisteva a Cinecittà alle riprese di un film tratto dal suo "Il fu Mattia Pascal", si ammalò di polmonite. Il suo corpo ormai segnato dal tempo e dagli avvenimenti della sua vita non sopportò oltre, e Pirandello morì lasciando incompiuto un nuovo lavoro teatrale, I giganti della montagna.

Egli scrisse nel testamento di essere avvolto nudo in un lenzuolo e poi bruciato, e volle che al funerale non partecipasse nessuno.

 

TIMEO DI TAORMINA

Figlio di Andromarco, nato nel 358 avanti Cristo e morto quasi centenario, va ricordato come un buon storico. Fu esiliato dal Tiranno Agotocle e per qualche tempo visse ad Agrigento prima di concludere il suo esilio ad Atene.
La sua opera principale è “Storia siciliana”.
Una delle accuse principali che i suoi avversari gli fanno va contro la sua affermazione che la schiavitù in Grecia era poco praticata e che si prestava come schiavo lo faceva volontariamente.
Si dimostra moderno nell’utilizzo di fonti documentarie e nelle descrizioni etnografiche dei protagonisti delle sue opere.
Per primo usò le date delle Olimpiadi Greche come punti di riferimento per gli eventi storici.